Carta bagnata

Drìndrìn.

“Pronto?”

“Bell’amica che sei, brava”

“Dina”

“T’avevo detto che era morta mia madre. Che ti ci vuole a venire?”

“Non…”

“Sei sempre la solita, un essere inutile”

“Sono…”

“Sì, chiudilo il telefono, coniglio che non sei altro. Della gente come te non so che farmene, me la metto sotto i piedi, la gente come te. Comunque vado avanti pure senza di te, sono piena di amici, gente che mi porta così. Il romanzo che stai scrivendo di Mino e Lia? Beh, non t’azzardare. Hai conosciuto la pecora? Ora vedi pure il leone! Ti mangio viva, sai. Mino e Lia sono i miei zii. I miei. Tu non puoi scrivere della mia vita, capito? E poi non sai neanche scrivere. I tuoi racconti fanno cacare”

Click.

©MicolGraziano | Tutti i diritti riservati

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