Io, tuo sposo

“Una buona moglie è un dono / straordinario / e lo riceve solo chi si affida al Signore” (Siracide, La Sacra Bibbia)

Mia Regina, mia Dea, mio tutto:

Io, tuo sposo, ti adoro.

Come sono belle le tue guance!

Come sono perfetti i tuoi seni e, ti prego, non arrossire.

Voglio intrecciare, vieni, una collana di perle per te.

Perché tu sei acqua di sorgente e mi disseti.

Perché tu sei aria buona e ti respiro e vivo.

Perché tu sei luce che illumina il mio passo.

Perché tu sei vino che inebria e rallegra.

La tua bocca è dolce: mi nutre di miele.

La tua lingua è perfetta, e così le tue parole.

Danza, piccola, tra petali rosa e bianchi, ora qui adesso,

danza con ghirlande di fiori tra i capelli dorati.

Sono malato di te!

Mangiamo mele e uva in questo giorno di festa e stringimi forte in un grande giardino segreto.

Sei la mia verità: in te trovo coraggio e forza.

Risplendi di gioia e candore, mia dolcissima sposa, che m’insegni

ciò che è bello e giusto.

Sei un fiore che incanta.

Il tuo viso è primavera.

Il nostro amore è un grande ulivo.

I frutti resteranno nei secoli.

Benedico i nostri figli: che di noi avranno lo splendore.

Sei rosea fino alla punta delle dita, e io ti amo.

Il tuo sposo fedele.

© Micol Graziano | Tutti i diritti riservati

(NB: Questa lettera era stata scritta per un committente che l’ha però rifiutata. Il testo è chiaramente ispirato al CANTICO DEI CANTICI. Tra le fonti consultate anche «Il paese delle nevi» di Kawabata Yasunari.

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