Lettera a Samuel Beckett

«Che tutto diventi cenere»

Samuel, tesoro, avrei potuto spedirti un nastro. Ho registrato senza successo e buttato via la bobina. Dove sei stato lunedì? Ti ho aspettato fino alla sera. Perché hai cambiato idea? Cosa ti ha turbato? Sono rimasta ad ascoltare il rumore del mare, delle foglie e delle piume. Ho sentito un fuoco dentro di me. Non siamo più gli stessi. Se preferisci, ti lascio in pace. Che tutto diventi cenere, va bene. Non pensavo di far male. Prendo la valigia, se è giusto, e me ne vado. Non siamo legati mani e piedi. Sto mangiando una banana. È dolce. Ora mi tolgo le scarpe. Non mi butterò dalla Torre Eiffel. Nè è mia intenzione fare la cretina, romperti le scatole con dei piagnistei o impiccarmi. Perché il mio forte è la matematica. Ricordi? Ero la tua canaglietta, giusto? Addio. Addio.

A.

© Micol Graziano |diritti riservati

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