Lettera a Henry James

«Il rito del fuoco»

Oh sir, è con una certa apprensione che oso contattarla. Perché mai? Non ho risposta. Mi è giunta fama dei suoi modi cortesi, della sua bontà d’animo…Il mio nome è Flora Mary Pattronka. Lavoro nel Sussex presso la famiglia Smith – Windorzky. Ogni primo sabato del mese, i signori danno una festa che si conclude col rito del fuoco e la giostra delle trenta novelle. Una cara cugina mi lasciò in eredità pagine degne di essere raccontate e anch’io mi vanto, arrossendo, d’esser della compagnia. Si chiederà perché son qui ad annoiarla con tali ciarle, ebbene, sir, avrei immenso piacere di stringerle la destra, se solo potesse rallegrarci con la sua illustre presenza. E parlo a nome di tutti, sia ciò chiaro. Lei così sapiente, alla stregua di un raggio di sole. Sento che potremmo intenderci; lei non ha moglie…e…i pianeti governano il destino. Si tratta di sensazioni, sussulti, respiri…Mi recavo alla messa, domenica scorsa, dopo quel forte temporale; le campane suonavano il vespro. Lei camminava pochi passi distante, tutto avvolto nei pensieri. Mi giudicherà, forse, una sciocca, e quasi avrei voglia di gettare questa missiva alle fiamme. A Crawley, un astrologo indiano ha ricevuto mantra per bocca degli dei. Sarà presente anch’egli. Stia bene.

Flora M. Pattronka.

© Micol Graziano | Diritti riservati

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