Lettera a Emily Dickinson

«Il sogno perfetto»

Amica.

Sono passato ad Amherst, domenica scorsa. Diluviava. La carrozza prese il suo corso. Troppo dolore la vostra voce distante, dietro la porta…Io nell’abisso…l’agonia di un rapido bisbiglio. Ho affidato i vostri versi alla Terra. Giacciono in giardino, all’ombra di una quercia. Vi auguro ogni bene, e le parole che meritate. Siete crudele. La vostra assenza, al contempo, mi consuma. Potremmo passeggiare delle ore, voi, io, il rosso delle colline. Non voglio ferirvi; mi dispiace. Preferirei restare allegro e venirvi a trovare più spesso. La cena del cuore è pronta dopo, nell’assenza; me lo avete insegnato. Dio mi perdonerà. Voi? È un inverno curioso. Quasi primavera. Il tempo del sogno perfetto.

Vostro, sempre.

© Micol Graziano | Diritti riservati

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