Lettera a Irène Némirovsky

Irène, mia cara, dolcissima Irène, aspetto il mio attimo di gloria. Il riscatto! Lo desiderio, lo voglio, lo grido, sì, con tutto me stesso. Perché lo merito! Lo merito! È crudele, troppo crudele, una vita misera; dover mendicare, supplicare iene, carogne, avvoltoi. Irène, guardami con benevolenza, non stracciare questo foglio, sii felice di aver dato una speranza a un animale come me. Vengo dalla melma; mi risolleverò. Ho venduto tutti i libri che avevo per pagare l’affitto di questo mese. Non il tuo, no, perché lo amo troppo. La strada è ripida, le gambe mi fanno male. Sono forte. Sono forte. Il giorno della mia vittoria, ti posso scrivere ancora? Vorrei conoscerti. A presto, a presto. D.

© Micol Graziano | diritti riservati

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