Le storie di Dora 25

«Il perfido Fosco, uccello in gabbia»

‘Con tutto il rispetto, caro ingegnere, lei mi sembra un uccello in gabbia’. Che scudisciata a bruciapelo, alla festa del santo patrono. La sentenza uscì dalla bocca di un vecchio coi capelli tinti. Fosco sistemò gli occhi torvi tenebrosi, serrò i denti, fissò i trucioli di parmigiano, il bicchiere bisunto. Si sforzò di tirar fuori un suono da educanda. Tartagliò qualche sillaba. Si rivalse sulle lasagne: le sbranò. Inghiottiva vorace, fiera affamata. Il vecchio lo fissava dritto. Fosco cacciò gli spuntoni: ‘Non mangia?’. ‘Alla mia età, caro ingegnere’. ‘Male’, tagliò Fosco e pregò che il vecchio finisse all’inferno. La forchetta a martello, Fosco infilzava e riempiva; addentava la carne accanto all’osso.

© Micol Graziano | Diritti Riservati

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...