Ora, qui.

Quando squillò il telefono era ora di cena. La televisione a gran volume; fissavo l’orologio. Michael e il bambino avevano avuto un incidente. Finirono contro un pick-up. Michael faceva uso di droghe.

Tiravo avanti con la magra pensione di Michael. Uscivo di rado. Mi vedevo orribile. Odiavo il mondo intero. Non accettavo il presente. Anche se era vero che non ci sfioravamo più, che era un matrimonio grigio, che stava in piedi per abitudine; però la codardia ci rassicurava. Non sapevamo dire no. E mio figlio, che male aveva fatto? Capii che stavo toccando il fondo quando un giorno trovai un topo in cucina. Mi trasferii in città, iniziai a lavorare in una libreria. Conobbi Hylda, un’americana. Diventammo amiche; poi inseparabili. E accadde. Era la prima volta, per me. Per mesi non lo dissi a nessuno.

Notte. Io e Hylda stiamo andando al mare a festeggiare il mio compleanno. Brinderò in spiaggia. Mi piace il mare col freddo. La nostra auto si è fermata. Siamo in panne lungo la statale, ma ho lasciato il telefono a casa, e quello di Hylda ha la batteria scarica. Aspettiamo l’alba. Abbiamo un paio di coperte, del caffè e un Martini. La pioggia picchia forte sui vetri.

© Micol Graziano

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